E' on line sul nostro sito http://www.agenziamedialab.com/ l'ultima rilevazione di Demos&Pi per le Coop e pubblicata pochi giorni fa su Repubblica. Questa volta il professor Diamanti indaga sul rapporto tra gli italiani e la tv. Il dato interessante è che gli italiani guardano sì la tv più che leggersi i giornali, ma si fidano relativamente poco del tubo catodico, anzi, ritengono più affidabile la radio, e pure internet. Eppure la tv continua a rimanere il mezzo più importante per lanciare messaggi, perchè raggiunge tutti senza distinzione alcuna. Perchè offre una vasta gamma di trasmissioni e telegiornali in grado di soddisfare sia elettori di centrodestra che di centrosinistra. Il rischio, sottolinea Diamanti, è la creazione di un "mondo mediatico" che rappresenta la politica e le sue divisioni. E nonostante gli italiani ritengano che la tv faccia male alla politica e i politici facciano male a rincorrerla, poi nei fatti avviene esattamente il contrario.
giovedì 29 novembre 2007
sabato 24 novembre 2007
L'ultima copia del New York Times
Ho assistito di recente ad un incontro sul tema dei nuovi media. In quell'occasione è stato presentato il libro di Vittorio Sabadin, vicedirettore della Stampa di Torino, "l'ultima copia del New York Times". E' un libro illuminante. Racconta i cambiamenti che stanno avvenendo sul fronte dell'informazione. Spiega come i giornali abbiano ormai i giorni contati, stritolati tra i costi enormi di produzione e la concorrenza dei nuovi media: dalla free press ai blog, passando soprattutto attraverso il cosidetto citizen journalism. Sono cambiamenti epocali, destinati a cambiare radicalmente il modo in cui noi ogni giorno veniamo informati sul mondo. E pone una serie di interrogativi anche a chi, come me, si occupa di comunicazione dalla parte della fonte. Come deve cambiare il nostro modo di relazionarci ai media tradizionali e soprattutto a quelli nuovi? Come modulare i messaggi e cercare di essere sempre incisivi ed efficaci? E' questa la sfida con la quale noi comunicatori abbiamo a che fare ogni giorno, e i nuovi media ci costringono ad uno sforzo di fantasia ulteriore.
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