<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-512749983739575989</id><updated>2011-11-27T16:03:18.546-08:00</updated><title type='text'>Il network di Medialab</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://medialabnetwork.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/512749983739575989/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://medialabnetwork.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Filippo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03480209328036111393</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_quiJTfhT12Y/SE-NGxp_CPI/AAAAAAAAAAo/aQL3xhAt_yY/S220/Immagine+002.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>12</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-512749983739575989.post-3634043330305647435</id><published>2008-08-22T00:42:00.000-07:00</published><updated>2008-08-22T01:34:43.852-07:00</updated><title type='text'>Raccolte a fascicoli</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_quiJTfhT12Y/SK55ba5yhQI/AAAAAAAAABI/eXxRLhmtVOM/s1600-h/b13objects_household039.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5237256928663602434" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_quiJTfhT12Y/SK55ba5yhQI/AAAAAAAAABI/eXxRLhmtVOM/s320/b13objects_household039.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Mi stupisce il proliferare di raccolte a fascicoli che in questi giorni ci sommergono dagli schermi delle tv, ma il motivo è facilmente spiegabile con i bassi costi della pubblicità in questo periodo dell'anno. Si va dalla raccolta di pentole e accessori griffati Looney Tunes ai santini, dai richiami per uccelli al poker e tutti i giochi da casinò tipo Las Vegas. Fatti due conti non sono neanche spiccioli. Per le pentole, ad esempio, ho stimato che il costo si avvicina ai mille euro per tutta la raccolta.&lt;br /&gt;Leggevo ieri sul Sole 24 Ore che il mercato dei collezionabili (dati 2006) si aggira sui 308 milioni di euro, in flessione rispetto agli anni precedenti. Quasi 7500 uscite nei primi mesi del 2008, 303 lanci di raccolte. Ma i dati sulla fedeltà alla raccolta sono illuminanti. Dopo la prima uscita il crollo è del 50%, e su 100 persone che iniziano la raccolta alla fine solo 10 proseguono settimanalmente ad acquistare le uscite successive. Se conoscete qualcuno che sta facendo la raccolta per i richiami degli uccelli, però, per favore fatemelo conoscere!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/512749983739575989-3634043330305647435?l=medialabnetwork.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://medialabnetwork.blogspot.com/feeds/3634043330305647435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=512749983739575989&amp;postID=3634043330305647435' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/512749983739575989/posts/default/3634043330305647435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/512749983739575989/posts/default/3634043330305647435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://medialabnetwork.blogspot.com/2008/08/raccolte-fascicoli.html' title='Raccolte a fascicoli'/><author><name>Filippo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03480209328036111393</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_quiJTfhT12Y/SE-NGxp_CPI/AAAAAAAAAAo/aQL3xhAt_yY/S220/Immagine+002.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_quiJTfhT12Y/SK55ba5yhQI/AAAAAAAAABI/eXxRLhmtVOM/s72-c/b13objects_household039.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-512749983739575989.post-8572336119407773894</id><published>2008-07-01T01:59:00.000-07:00</published><updated>2008-07-01T02:14:00.612-07:00</updated><title type='text'>Libera nos a Malo</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_quiJTfhT12Y/SGn1TrkPaeI/AAAAAAAAABA/ikhe5_0QKQM/s1600-h/LOGOLiberanosamalo.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5217971361746479586" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_quiJTfhT12Y/SGn1TrkPaeI/AAAAAAAAABA/ikhe5_0QKQM/s320/LOGOLiberanosamalo.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Un anno fa, il 26 giugno del 2007, è scomparso Luigi Meneghello. Uno dei grandi scrittori italiani. Uno dei miei autori preferiti. Mi piace ricordare l'evento che la nostra agenzia ha avuto la fortuna di pensare e organizzare nel 2003 in occasione dei 40 anni di pubblicazione di Libera nos a Malo. Abbiamo messo in piedi una cosa semplice ma apprezzatissima: la lettura di tutto il libro, capitolo per capitolo, nelle piazze e nei luoghi narrati nel libro. E abbiamo invitato a cimentarsi con la lettura autori diversissimi l'uno dall'altro: Fabio Volo, Marco Paolini, Andrea Zanzotto, Carlo Fruttero, Vitaliano Trevisan, Ottavia Piccolo, e molti altri. E' stata un'esperienza emozionante, lui seduto in prima fila accompagnato dalla moglie, non si è perso una serata, ed era ancor più bello, poi, ascoltare i commenti a cena. Un'evento ricordato giusto domenica scorsa sulle pagine del Domenicale del Sole 24 Ore con l'intervento di Goffredo Fofi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Questo è senza dubbio uno degli aspetti più belli del nostro mestiere, l'opportunità di venire a contatto con grandi personaggi in grado di arricchirti ed emozionarti solo con la forza della parola scritta.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/512749983739575989-8572336119407773894?l=medialabnetwork.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://medialabnetwork.blogspot.com/feeds/8572336119407773894/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=512749983739575989&amp;postID=8572336119407773894' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/512749983739575989/posts/default/8572336119407773894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/512749983739575989/posts/default/8572336119407773894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://medialabnetwork.blogspot.com/2008/07/libera-nos-malo.html' title='Libera nos a Malo'/><author><name>Filippo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03480209328036111393</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_quiJTfhT12Y/SE-NGxp_CPI/AAAAAAAAAAo/aQL3xhAt_yY/S220/Immagine+002.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_quiJTfhT12Y/SGn1TrkPaeI/AAAAAAAAABA/ikhe5_0QKQM/s72-c/LOGOLiberanosamalo.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-512749983739575989.post-2298381116775009375</id><published>2008-06-27T00:54:00.000-07:00</published><updated>2008-06-27T01:04:22.407-07:00</updated><title type='text'>Buone notizie per legge</title><content type='html'>Il parlamento rumeno ha approvato nei giorni scorsi una sorta di par condicio delle buone notizie. In sostanza in Romania si obbligano i media, ad equilibrare ogni evento negativo con notizie di segno positivo. Mario Baudino, sulla prima pagina della Stampa di oggi, racconta altri tentativi di riequilibrare il grigiume della cronaca nera con notizie positive. Di esempi ce ne sono tanti, siti internet, storie di direttori di giornali, ecc.&lt;br /&gt;Trovo l'iniziativa del parlamento rumeno quantomeno ingenua, se non peggio. In fondo le notizie che leggiamo, e sempre più cerchiamo e selezioniamo, sui media le decidiamo noi stessi. Certo, è vero che la cronaca nera da che mondo è mondo fa vendere di più. Lo sanno bene gli editori dei quotidiani e applicano alla lettera il principio gli estensori delle locandine. Insomma: mi pare un provvedimento assurdo. Preferisco scegliere io le notizie che preferisco e non una legge che con bilancino alla mano stabilisce quali sono le notizie buone e quelle no.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/512749983739575989-2298381116775009375?l=medialabnetwork.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://medialabnetwork.blogspot.com/feeds/2298381116775009375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=512749983739575989&amp;postID=2298381116775009375' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/512749983739575989/posts/default/2298381116775009375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/512749983739575989/posts/default/2298381116775009375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://medialabnetwork.blogspot.com/2008/06/buone-notizie-per-legge.html' title='Buone notizie per legge'/><author><name>Filippo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03480209328036111393</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_quiJTfhT12Y/SE-NGxp_CPI/AAAAAAAAAAo/aQL3xhAt_yY/S220/Immagine+002.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-512749983739575989.post-8943237546975288810</id><published>2008-06-26T09:15:00.000-07:00</published><updated>2008-06-26T09:21:30.181-07:00</updated><title type='text'>E' sempre lui!</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_quiJTfhT12Y/SGPB_Z0QxeI/AAAAAAAAAAw/K4bSvQd0oNc/s1600-h/25062008512.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5216226088431175138" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_quiJTfhT12Y/SGPB_Z0QxeI/AAAAAAAAAAw/K4bSvQd0oNc/s320/25062008512.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;A settembre compie 60 anni, eppure non li dimostra affatto. Ieri sera ero anche io a San Siro per l'evento che ho atteso da mesi: il concerto di Bruce Springsteen e la E Street Band. Una serata spettacolare, una scaletta da brividi, energia a fiumi e quasi tre ore di concerto che rimarrà a lungo nella mia memoria. Il Corriere scrive che forse è l'ultimo con la E Street Band, spero di no. Un concerto di Springsteen e dei suoi è un momento di estasi assoluta, una festa bellissima che sa coinvolgere ed entusiasmare anche chi non conosce Bruce, come mia moglie. Quasi 5 ore di viaggio, vedere il letto alle 3 di notte, soffrire il caldo del catino infernale di San Siro, alla fine ne vale la pena! Grande Bruce!!! Alla prossima!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/512749983739575989-8943237546975288810?l=medialabnetwork.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://medialabnetwork.blogspot.com/feeds/8943237546975288810/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=512749983739575989&amp;postID=8943237546975288810' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/512749983739575989/posts/default/8943237546975288810'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/512749983739575989/posts/default/8943237546975288810'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://medialabnetwork.blogspot.com/2008/06/e-sempre-lui.html' title='E&apos; sempre lui!'/><author><name>Filippo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03480209328036111393</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_quiJTfhT12Y/SE-NGxp_CPI/AAAAAAAAAAo/aQL3xhAt_yY/S220/Immagine+002.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_quiJTfhT12Y/SGPB_Z0QxeI/AAAAAAAAAAw/K4bSvQd0oNc/s72-c/25062008512.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-512749983739575989.post-1203778775108407695</id><published>2008-06-11T01:15:00.000-07:00</published><updated>2008-06-11T01:22:22.202-07:00</updated><title type='text'>Rieccoci!</title><content type='html'>Dopo lunga assenza torno a riaggiornare il blog. Sono trascorsi molti mesi dall'ultima volta che ho scritto. E sono successe tante cose. Anzitutto una campagna elettorale. E ora un nuovo impegno sul fronte della comunicazione politica. Non trovo grandi differenze rispetto alla classica comunicazione istituzionale, nell'uso degli strumenti e delle metodologie di comunicazione verso l'esterno. Ma è molto più importante in questo settore curare l'aspetto delle Relazioni Pubbliche. Proprio perchè la politica si basa sul consenso e il consenso non può prescindere dall'ascolto degli stakeholder. La fortuna, poi, di avere a  che fare con un soggetto particolarmente esposto, offre opportunità di sperimentazione che saranno molto utili in futuro. Ma siamo ancora nella fase di analisi del contesto, che significa soprattutto capire chi siamo e in che ambito ci muoviamo. Gli obiettivi, in fondo, sono sufficientemente chiari. Ora si tratta di creare una solida ragnatela di relazioni al fine di radicare il candidato nel suo nuovo ambiente. E' una bella ed entusiasmante sfida.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/512749983739575989-1203778775108407695?l=medialabnetwork.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://medialabnetwork.blogspot.com/feeds/1203778775108407695/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=512749983739575989&amp;postID=1203778775108407695' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/512749983739575989/posts/default/1203778775108407695'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/512749983739575989/posts/default/1203778775108407695'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://medialabnetwork.blogspot.com/2008/06/rieccoci.html' title='Rieccoci!'/><author><name>Filippo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03480209328036111393</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_quiJTfhT12Y/SE-NGxp_CPI/AAAAAAAAAAo/aQL3xhAt_yY/S220/Immagine+002.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-512749983739575989.post-4578348482748506245</id><published>2007-12-11T06:13:00.000-08:00</published><updated>2007-12-11T06:33:20.101-08:00</updated><title type='text'>Vendere in internet</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_quiJTfhT12Y/R16fJvKDa1I/AAAAAAAAAAM/LJfuLMLOUlk/s1600-h/CoperturaTotaleBis.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5142722814129957714" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_quiJTfhT12Y/R16fJvKDa1I/AAAAAAAAAAM/LJfuLMLOUlk/s320/CoperturaTotaleBis.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Leggo su Corriere Economia e su Affari e finanza di lunedì 10 alcuni articoli sul tema della pubblicità online. Nel 2012, secondo i principali analisti, la pubblicità sul web supererà quella offline. Gli investimenti per le campagne online sono in crescita continua. Il problema è che nessuno apre i banner. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Mi viene in mente una campagna che la nostra agenzia ha seguito alcuni anni fa per il lancio del sito internet della Trivellato. Trivellato è una delle maggiori concessionarie Mercedes Benz d'Italia, per fatturato e per diffusione nel territorio (otto sedi in tutto il Veneto). Adotta una nuova strategia di marketing: trasferire parte delle vendite auto in Internet.&lt;br /&gt;Medialab ha curato il lancio del nuovo sito. Obiettivo per il primo anno: vendere almeno 100 auto attraverso internet in tutta Italia. Un numero apparentemente contenuto, rispetto al totale delle vendite attraverso i normali canali delle concessionarie, ma molto impegnativo per chi si affaccia per la prima volta nel mercato web delle auto di lusso.&lt;br /&gt;Abbiamo studiato così una campagna nazionale che integrava e coordinava mezzi on line e off line e puntava su un'offerta molto aggressiva per convenienza e risparmio. La durata della campagna è stata di due mesi. Nei primi quattro sono stati venduti 45 veicoli, in linea con le previsioni: dalla Sardegna alla Toscana, dalla Lombardia al Trentino. Il numero dei visitatori del sito, nello stesso periodo, si è attestato ad una media di 4.000 al giorno. La campagna on line di advertising è stata realizzata su Repubblica.it (generale e sezione motori), su un circuito di siti tematici motori e sport, su GoogleDirect e infine con una e-mailing ad un ampio gruppo di utenti profilati.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La campagna ha ottenuto successo grazie ad un utilizzo intelligente e integrato dei vari mezzi. Questa, a nostro avviso, è la strategia migliore per sfruttare appieno le enormi potenzialità del web. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/512749983739575989-4578348482748506245?l=medialabnetwork.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://medialabnetwork.blogspot.com/feeds/4578348482748506245/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=512749983739575989&amp;postID=4578348482748506245' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/512749983739575989/posts/default/4578348482748506245'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/512749983739575989/posts/default/4578348482748506245'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://medialabnetwork.blogspot.com/2007/12/vendere-in-internet.html' title='Vendere in internet'/><author><name>Filippo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03480209328036111393</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_quiJTfhT12Y/SE-NGxp_CPI/AAAAAAAAAAo/aQL3xhAt_yY/S220/Immagine+002.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_quiJTfhT12Y/R16fJvKDa1I/AAAAAAAAAAM/LJfuLMLOUlk/s72-c/CoperturaTotaleBis.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-512749983739575989.post-1343359384440363592</id><published>2007-12-04T01:23:00.000-08:00</published><updated>2007-12-04T01:25:39.131-08:00</updated><title type='text'>Crescerà con il teatro</title><content type='html'>Per il lancio del nuovo, attesissimo, teatro di Vicenza, l’agenzia – vicentina, evviva! – che si è occupata della campagna pubblicitaria ha proposto un soggetto molto bello: bambini in varie versioni con il claim: crescerà con il teatro. Bella e gradevole. Colpisce e si fa ricordare.&lt;br /&gt;E che sia stata un campagna azzeccata lo testimonia il fatto che i comitati che si oppongono alla costruzione della base Usa al Dal Molin hanno realizzato un contro manifesto che fa gli fa il verso. Nella versione dei No Dal Molin una bambina tiene in mano una cartolina con il logo dei comitati e lo slogan utilizzato è “Non voglio crescere con la nuova base militare”.&lt;br /&gt;Al di là del giudizio politico, che non è materia di cui mi voglio occupare in questo blog, mi piace sottolineare invece l’aspetto creativo. Testimonianza del fatto che anche le armi della comunicazione, se utilizzate in maniera intelligente e con spirito giocoso, possono essere un valido supporto alle battaglie politiche.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/512749983739575989-1343359384440363592?l=medialabnetwork.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://medialabnetwork.blogspot.com/feeds/1343359384440363592/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=512749983739575989&amp;postID=1343359384440363592' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/512749983739575989/posts/default/1343359384440363592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/512749983739575989/posts/default/1343359384440363592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://medialabnetwork.blogspot.com/2007/12/crescer-con-il-teatro.html' title='Crescerà con il teatro'/><author><name>Filippo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03480209328036111393</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_quiJTfhT12Y/SE-NGxp_CPI/AAAAAAAAAAo/aQL3xhAt_yY/S220/Immagine+002.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-512749983739575989.post-4624789271547740439</id><published>2007-11-29T00:09:00.000-08:00</published><updated>2007-12-11T06:38:12.717-08:00</updated><title type='text'>Gli italiani e la tv</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_quiJTfhT12Y/R16gvPKDa2I/AAAAAAAAAAU/sEMTSRCVHK0/s1600-h/ilvo_diamanti.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5142724557886679906" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_quiJTfhT12Y/R16gvPKDa2I/AAAAAAAAAAU/sEMTSRCVHK0/s320/ilvo_diamanti.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E' on line sul nostro sito &lt;a href="http://www.agenziamedialab.com/"&gt;http://www.agenziamedialab.com/&lt;/a&gt; l'ultima rilevazione di Demos&amp;amp;Pi per le Coop e pubblicata pochi giorni fa su Repubblica. Questa volta il professor Diamanti indaga sul rapporto tra gli italiani e la tv. Il dato interessante è che gli italiani guardano sì la tv più che leggersi i giornali, ma si fidano relativamente poco del tubo catodico, anzi, ritengono più affidabile la radio, e pure internet. Eppure la tv continua a rimanere il mezzo più importante per lanciare messaggi, perchè raggiunge tutti senza distinzione alcuna. Perchè offre una vasta gamma di trasmissioni e telegiornali in grado di soddisfare sia elettori di centrodestra che di centrosinistra. Il rischio, sottolinea Diamanti, è la creazione di un "mondo mediatico" che rappresenta la politica e le sue divisioni. E nonostante gli italiani ritengano che la tv faccia male alla politica e i politici facciano male a rincorrerla, poi nei fatti avviene esattamente il contrario.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/512749983739575989-4624789271547740439?l=medialabnetwork.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://medialabnetwork.blogspot.com/feeds/4624789271547740439/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=512749983739575989&amp;postID=4624789271547740439' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/512749983739575989/posts/default/4624789271547740439'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/512749983739575989/posts/default/4624789271547740439'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://medialabnetwork.blogspot.com/2007/11/gli-italiani-e-la-tv.html' title='Gli italiani e la tv'/><author><name>Filippo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03480209328036111393</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_quiJTfhT12Y/SE-NGxp_CPI/AAAAAAAAAAo/aQL3xhAt_yY/S220/Immagine+002.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_quiJTfhT12Y/R16gvPKDa2I/AAAAAAAAAAU/sEMTSRCVHK0/s72-c/ilvo_diamanti.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-512749983739575989.post-7338732214386338787</id><published>2007-11-24T01:47:00.000-08:00</published><updated>2007-12-04T01:39:00.509-08:00</updated><title type='text'>L'ultima copia del New York Times</title><content type='html'>Ho assistito di recente ad un incontro sul tema dei nuovi media. In quell'occasione è stato presentato il libro di Vittorio Sabadin, vicedirettore della Stampa di Torino, "l'ultima copia del New York Times". E' un libro illuminante. Racconta i cambiamenti che stanno avvenendo sul fronte dell'informazione. Spiega come i giornali abbiano ormai i giorni contati, stritolati tra i costi enormi di produzione e la concorrenza dei nuovi media: dalla free press ai blog, passando soprattutto attraverso il cosidetto citizen journalism. Sono cambiamenti epocali, destinati a cambiare radicalmente il modo in cui noi ogni giorno veniamo informati sul mondo. E pone una serie di interrogativi anche a chi, come me, si occupa di comunicazione dalla parte della fonte. Come deve cambiare il nostro modo di relazionarci ai media tradizionali e soprattutto a quelli nuovi? Come modulare i messaggi e cercare di essere sempre incisivi ed efficaci? E' questa la sfida con la quale noi comunicatori abbiamo a che fare ogni giorno, e i nuovi media ci costringono ad uno sforzo di fantasia ulteriore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/512749983739575989-7338732214386338787?l=medialabnetwork.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://medialabnetwork.blogspot.com/feeds/7338732214386338787/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=512749983739575989&amp;postID=7338732214386338787' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/512749983739575989/posts/default/7338732214386338787'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/512749983739575989/posts/default/7338732214386338787'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://medialabnetwork.blogspot.com/2007/11/lultima-copia-del-new-york-times.html' title='L&apos;ultima copia del New York Times'/><author><name>Filippo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03480209328036111393</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_quiJTfhT12Y/SE-NGxp_CPI/AAAAAAAAAAo/aQL3xhAt_yY/S220/Immagine+002.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-512749983739575989.post-7196817882858022405</id><published>2007-10-25T08:50:00.000-07:00</published><updated>2007-11-24T03:01:21.127-08:00</updated><title type='text'>Sperimentare</title><content type='html'>Sperimentare, esplorare. Raccogliere idee e best practice. Leggevo oggi su Mediaforum un'intervista a Craig Davis, direttore creativo di JWT, una mega agenzia con sede a Londra. Australiano, ha lavorato per agenzie come Saatchi &amp;amp; Saatchi e con clienti tipo Toyota, HP, Procter &amp;amp; Gamble. Questi alcuni dei passaggi più interessanti: "Il tempo vale adesso più che mai. E ci sono sempre più modi di spenderlo atttraverso esperienze mediatiche, rispetto a quanto avveniva una volta. Queste esperienze, soprattutto, avvicinano sempre di più i consumatori alle informazioni sui prodotti e alle transazioni commerciali. Alla fine c'è stretta relazione fra come le persone spendono il proprio tempo e come spendono i propri soldi. (...) Il principale cambiamento per la nostra industria è rappresentato dal talento. Meglio lavorare con gli ottimisti dagli occhi aperti. Dobbiamo evolvere ad un ritmo sempre più veloce. Abbiamo bisogno di sperimentare ed esplorare in misura maggiore. Non ci sono certezze e chiunque dica di conoscere le risposte non sta dicendo la verità. L'approccio migliore è provare per valutare ciò che funziona. La sperimentazione è determinante".&lt;br /&gt;Credo che questo sia un principio applicabile non solo nel campo della pubblicità, ma più in generale in tutto ciò che riguarda la comunicazione. Prendendo a prestito una famosc citazione dal film Quarto potere, mi verrebbe da dire: "E' internet, bellezza. E tu non puoi farci nulla".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/512749983739575989-7196817882858022405?l=medialabnetwork.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://medialabnetwork.blogspot.com/feeds/7196817882858022405/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=512749983739575989&amp;postID=7196817882858022405' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/512749983739575989/posts/default/7196817882858022405'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/512749983739575989/posts/default/7196817882858022405'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://medialabnetwork.blogspot.com/2007/10/sperimentare.html' title='Sperimentare'/><author><name>Filippo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03480209328036111393</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_quiJTfhT12Y/SE-NGxp_CPI/AAAAAAAAAAo/aQL3xhAt_yY/S220/Immagine+002.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-512749983739575989.post-3383849099799667315</id><published>2007-10-20T02:48:00.000-07:00</published><updated>2007-10-20T02:55:08.890-07:00</updated><title type='text'>Reportage dalla Birmania</title><content type='html'>Mariano Maugeri, uno dei migliori inviati del Sole 24 Ore, era in Birmania nei giorni caldi della rivolta dei monaci buddisti. La fortuna di essere suo amico è anche quella di poter ricevere il testo di quel bellissimo reportage realizzato in quei giorni. Un'inchiesta pubblicata in forma anonima per ovvi motivi di incolumità personale.&lt;br /&gt;Lo ringrazio per avermi concesso l'opportunità di postare nel mio blog il suo articolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Sono capitato in Birmania nei giorni dell’eccidio dei monaci buddisti. “Employer” rassicurava il mio visto d’ingresso alla voce professione. Un impiegato tuttofare dell’ambasciata del Myanmar a Roma con gli occhi piccoli e le mani veloci si era mostrato servizievole: 5 euro in più per la procedura d’urgenza e dopo qualche minuto il delegato dell’ambasciatore aveva firmato il mio passaporto come se fosse una delle tante formalità di quel giorno caldissimo di agosto. Io non sapevo se la meta sarebbe stata proprio Yangon.  Mi attirava l’idea del Laos e della Cambogia. Con uno sconfinamento in Birmania magari dalle parti di Kengtung, nel Nordest, al confine con la Thailandia, dove vive la comunità Shan, una delle sette minoranze etniche che popolano questo Paese. I Burma, di cui è composto il gran numero dei ranghi dell’esercito e della classe dirigente, sono il ceppo etnico maggioritario. Oppure dal confine del Laos, forse il solo Paese di quella parte del mondo che insieme con la Birmania resista alla marea montante modernizzatrice.&lt;br /&gt;Nei giorni che seguirono cominciarono a filtrare notizie inquietanti sul Myanmar: prese di posizione molto dure da parte della lega dei democratici, il movimento che sostiene il premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi e qualche inchiesta dei quotidiani italiani sui monsoni che si erano abbattuti nella Birmania del Nord-Ovest, quella al confine con il Bangladesh. L’occasione per rispolverare un argomento che dorme nei cassetti delle redazioni esteri da quasi vent’anni. Non capivo se queste attenzioni fossero frutto solo del caso o se la Birmania stesse tornando all’attenzione del mondo dopo un letargo che dura dal 1991, quando i democratici guidati da Aung San Suu Kyi vinsero le elezioni democratiche. Tre sono le tappe che hanno scandito la storia birmana degli ultimi cinquant’anni. 1962: presa del potere da parte del generale Ne Win, una sorta di via birmana al socialismo che tentava di scimmiottare la rivoluzione maoista in Cina.   Il padre padrone Ne Win nazionalizza tutte le industrie pubbliche e chiude il Paese al mondo. Resiste un quarto di secolo. Gli succede Saw Maung, un altro generale che sotto le pressioni dei democratici e dell’opinione pubblica internazionale è costretto a indire elezioni democratiche. Nel ‘91 vittoria democratica e  nuovo golpe che riporta al governo del Paese una giunta militare.&lt;br /&gt;Il premio Nobel per la Pace di cui è insignita Aung San Suu Kyi qualche mese dopo è solo la dimostrazione di impotenza della comunità internazionale nei confronti di un Paese che dal rapporto privilegiato con la Cina, l’India e la Russia riesce a schivare i colpi di un embargo di facciata. “Paese povero, governo ricchissimo”, mi ripeteva ogni mattina il direttore dell’albergo di Bagan dove alloggiavo,  migliaia di pagode erette mille anni fa inframezzate da una foresta lussureggiante e accarezzate dal fiume Irawaddi, il Gange dei birmani. E poi aggiungeva, portandosi l’indice al naso, abbassando la voce e guardandosi intorno furtivamente: “silence, please”. Ma tra un silenzio e l’altro i birmani parlano. E raccontano di una giunta militare che “controllando l’economia controlla tutto il Paese”, come mi dice un diplomatico occidentale a Yangon. Non sono soltanto il petrolio, il gas e le miniere di oro e pietre preziose  di cui il sottosuolo birmano è ricchissimo. La compagnia telefonica è nella mani del governo militare: poche regole per gestirla: le telefonate all’estero si pagano solo in dollari: 8 dollari al minuto. Così si impedisce ai birmani di contattare i loro parenti,  si controllano quei pochi fortunati che riescono a farlo, turisti compresi, e s’incassa valuta pregiata. Lo stesso per le compagnie aeree. Air Bagan, nata due anni fa, si è aggiudicata tutte le principali rotte interne e quelle internazionali. Presidente del Consiglio di amministrazione il generale Tan Swe, che tutti sanno essere il proprietario dell’aviolinea. Ai concorrenti (Air Yangon e Air Mandalay) non resta che contendersi le poche e povere rotte interne. Pure la fabbrica della birra Myanmar, la più bevuta nel Paese, è al 50% dei generali. A Yangon i businessmen stranieri fanno la coda davanti al palazzo presidenziale e i principali ministeri: chiudere un accordo economico con il regime significa gestire affari in regime di monopolio. La tv, manco a dirlo, è sempre loro: Mrtv gestisce pure i canali satellitari e la pay tv. Nei giorni della rivolta i generali hanno disattivato i collegamenti con tutte le grandi reti internazionali, internet compresa. Zittite Cnn e Bbc, Mrtv poteva giganteggiare alternando i filmati sulla onnipotenza del regime (inaugurazione di un ponte  della nuova capitale in costruzione; l’apertura di una fabbrica di sapone, con interviste ai generali in cui il ruolo dell’intervistatore è quello di sorridere e dondolare meccanicamente la testa in segno di approvazione nei confronti delle auguste parole di regime) con un bombardamento di soap opera e le esercitazioni alla Bruce Lee delle teste di cuoio.&lt;br /&gt; Quella delle nuova capitale è una delle storie che indignano di più i birmani.  Con una premessa: se andate in Birmania, non girate in automobile. Le strade principali che collegano Nord e Sud sembra che siano state bombardate il giorno prima. E le auto non sono migliori. Il Governo tassa in modo spropositato le vetture: una Nissan diesel vecchia di vent’anni fa costa 30mila dollari. Un fuortistrada Toyota nuovo di fabbrica 300mila. I birmani, poi, guidano aerei e automobili come se fossero in sella a un risciò. Schivano passanti, ciclisti, monaci, bambini e Tir stracarichi di tronchi di Tek (ne ho visti migliaia viaggiando tra Yangon e Kalaw, una deforestazione selvaggia cominciata dagli inglesi nella seconda metà dell’ottocento che da questo legno pregiato hanno ricavato le traversine di tutte il Regno Unito)  come in una gimkana infinita. Per percorrere 400 chilometri ci vogliono dieci, dodici ore. Il mio autista teneva la mano incollata al clacson e quando schivava in extremis qualcuno che ormai vedevo disteso per terra, sorrideva felice per il pericolo scampato mostrandomi i sui denti neri corrosi dal betel, le foglie eccitanti che masticano i birmani: “This is my gasoline”, ripeteva per tranquillizzarmi. La gasoline dei generali birmani è invece la nuova capitale, che si chiamerà Nay Phi Taw. A metà strada tra Tangoo e Kalaw, a nord di Yangon, è esattamente nel cuore del Myanmar, equidistante da Est e Ovest, Nord e Sud. L’inaugurazione è prevista tra un paio di anni, ma passando a qualche decina di chilometri di distanza (l’ingresso è interdetto ai turisti), nei pressi della città di Pynmana, d’incanto incroci autostrade bianche e larghe con stazioni per il pagamento del pedaggio dotate persino di computer, una vera rarità in questo Paese dove il governo impone il pedaggio di chiunque percorra le disastrate strade birmane: ogni 50/60 chilometri ci sono delle sbarre che bloccano il passaggio. A presidiarle dei ragazzi che le alzano solo in cambio di una cifra variabile tra i 20 e i 40 kyat. Chi l’ha vista, racconta di una città-caserma. Grandi strade, un immenso aeroporto, il quartier generale delle forze armate e una serie di grattacieli dove vivranno e lavoreranno gli uomini più potenti del Paese con il loro entourage. Sembra che la crisi del bilancio statale sia nata dai 3 miliardi di dollari spesi per innalzare Nay Phi Taw, e dall’aumento generalizzato degli stipendi pubblici deciso dai militari un anno fa. Una mossa necessaria per generare consenso soprattutto tra le forze armate, che con 300 mila arruolati è l’ossatura  dell’apparato pubblico. Quando è apparso chiaro che i conti non sarebbero tornati, nell’agosto scorso il governo ha raddoppiato il prezzo della benzina e quintuplicato quello del gas. Benzina che malgrado i prezzi altissimi, considerato che il Myanmar è un paese produttore (quasi tre dollari al litro), è contingentata: ogni birmano proprietario di un automobile ne può acquistare 250 litri al mese. Il resto lo si trova, a prezzi ancora più alti, a quello che qui chiamano black market, ma che in realtà è un mercato parallelo tollerato dalle stesse autorità.&lt;br /&gt;Di soldi per Sanità e Istruzione praticamente non ne rimangono. Il governo destina a queste voci solo l’1% del bilancio statale, lasciando bel altre risorse a quello della Difesa. Per contenere il montante analfabetismo è intervenuta l’Onu, che ha varato un programma di scolarizzazione di massa nelle zone rurali, dove in grandissima povertà vive gran parte della popolazione birmana.&lt;br /&gt;Visitare la campagna di questo Paese è come salire sulla macchina del tempo: le case sono di bambù, con i tetti in paglia, l’aratro e i carretti tirati dai bufali o dai buoi. Le donne camminano sui cigli delle strade, trasportano foraggio per gli animali o riso su due grandi canestri di bambù che pendono alle estremità di un bastone di legno poggiato dietro la nuca. Non c’è traccia di bidoni o buste di plastica, benché nessuno disponga di acqua corrente in casa. Una povertà che non impedisce alle donne e agli uomini di portare con eleganza naturale il longy, una stoffa a quadrettini o in tinta unita che a seconda del sesso si attacca alla vita in modo diverso, le camicie sempre stirate di fresco, i capelli neri e lunghi che lavano e rilavano lungo i fiumi o i laghi, le infradito ai piedi. Non c’è traccia di modernità né di motorizzazione. I pochi camioncini dispongono di un motore di fabbricazione cinese montato sulla parte anteriore che parte girando una manovella. In questa terra generosa così rossa che sembra impastata con il sangue, germoglia ogni tipo di frutta, verdura, cereale. Nell’altopiano tra Kalaw e il Lago Inle ci sono chilometri e chilometri di risaie e a intermittenza coltivazioni di ginger, peperoncino, cavoli, patate, zucche, cavolfiori, mais. Il resto è scandito dai tempi immemorabili della natura e da una pazienza infinita, una mitezza atavica che neppure la diffusa ostilità alla dittatura sembra in grado di poter scuotere". Mariano Maugeri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/512749983739575989-3383849099799667315?l=medialabnetwork.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://medialabnetwork.blogspot.com/feeds/3383849099799667315/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=512749983739575989&amp;postID=3383849099799667315' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/512749983739575989/posts/default/3383849099799667315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/512749983739575989/posts/default/3383849099799667315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://medialabnetwork.blogspot.com/2007/10/reportage-dalla-birmania.html' title='Reportage dalla Birmania'/><author><name>Filippo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03480209328036111393</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_quiJTfhT12Y/SE-NGxp_CPI/AAAAAAAAAAo/aQL3xhAt_yY/S220/Immagine+002.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-512749983739575989.post-3576345122340574342</id><published>2007-10-16T07:01:00.000-07:00</published><updated>2007-10-16T07:51:47.257-07:00</updated><title type='text'>Eccoci!</title><content type='html'>Leggevo ieri su Repubblica l'intervista a Sergio Marchionne. Un'intervista da leggere e sottolineare con attenzione per cercare di capire come è stato possibile risollevare e rilanciare la più grande industria italiana, la Fiat. Mi ha colpito soprattutto un passaggio: "Ai miei collaboratori raccomando sempre di non seguire linee prevedibili, perchè al traguardo della prevedibilità arriveranno prevedibilmente anche i concorrenti. E magari arriveranno prima di noi".&lt;br /&gt;Mi è rimasta in testa questa affermazione perchè in questo periodo stiamo ragionando sullo sviluppo futuro della nostra agenzia. E, come recita il titolo di questo blog, stiamo pensando e ragionando sulla creazione di un network in grado di sfruttare al meglio le conoscenze e le competenze acquisite in questi anni di lavoro nel campo della comunicazione.&lt;br /&gt;Uno dei nostri obiettivi, anzi, il primo di questi obiettivi, è proprio quello di essere imprevedibili, ragionare fuori dagli schemi.&lt;br /&gt;Che novità, direte voi.&lt;br /&gt;Certo, intanto però ci proviamo, magari partendo proprio da questo spazio su internet.&lt;br /&gt;Un blog nel quale pubblicare un po' di tutto, cogliendo spunti, idee, suggerimenti che ogni giorno finiscono sul nostro desktop. Ma anche uno spazio per postare documenti raccolti tra i numerosi amici che abbiamo la fortuna di frequentare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/512749983739575989-3576345122340574342?l=medialabnetwork.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://medialabnetwork.blogspot.com/feeds/3576345122340574342/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=512749983739575989&amp;postID=3576345122340574342' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/512749983739575989/posts/default/3576345122340574342'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/512749983739575989/posts/default/3576345122340574342'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://medialabnetwork.blogspot.com/2007/10/eccoci.html' title='Eccoci!'/><author><name>Filippo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03480209328036111393</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp3.blogger.com/_quiJTfhT12Y/SE-NGxp_CPI/AAAAAAAAAAo/aQL3xhAt_yY/S220/Immagine+002.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry></feed>
